PIETRO PETRAROIA



Nato a Roma nel 1953, è Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza dal 1° ottobre 2009. Storico dell'arte, allievo di Cesare Brandi e Giovanni Urbani, è sposato e ha due figli. Assistente di Storia dell'Arte moderna presso l'Università "La Sapienza" di Roma (1977-'80), è stato funzionario storico-dell'arte del Ministero per i Beni culturali e ambientali dal 1980 al 1991, in Abruzzo, all'Ufficio Studi del Ministero ed all'Istituto Centrale del Restauro. Soprintendente per i Beni artistici e storici dal 1991 al 1997 per la Lombardia occidentale e la Pinacoteca di Brera è poi stato Direttore generale per la Cultura presso la Regione Lombardia dal 1997 al 2007; successivamente ha avviato la valorizzazione del patrimonio artistico degli enti re-gionali (incluse le storiche collezioni ospedaliere). E' stato membro del Consiglio Nazionale dei Beni culturali. E' dal 1995 professore a contratto di Legislazione dei beni culturali presso la Scuola di Specializzazione in beni culturali dell'Università del sacro Cuore - Milano e collabora con altre università milanesi. Membro dell'ICOM, è socio di Italia Nostra edal 1975 dal 2009 ne è Consigliere nazionale. Scrive su temi di storia dell'arte, museologia, teoria e metodologia della conservazione pro-grammata e del restauro, gestione e legislazione di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.



Musei e valorizzazione del patrimonio culturale: la sfida della gestione quotidiana nell'assenza di standard di qualità



L'Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard i funzionamento e sviluppo dei musei del 2001 ha segnato un punto di arrivo e soprattutto un punto di partenza molto importante per la qualificazione della gestione dei musei come servizio pubblico. Si trattava di uno strumento straordinario non soltanto per la ricchezza dei contenuti, ma soprattutto per la novità di essere nato con un percorso molto condiviso fra Stato, Regioni, Autonomie locali, Associazioni professionali (in particolare ICOM Italia ed ANMLI). Numerose le ricadute negli ordinamenti regionali, a partire dalla Lombardia; ma anche lo Stato1, pur nei limiti dovuti a gravi carenze organizzative e di bilancio, ha assunto iniziative per l'approfondimento e l'attuazione del decreto nei musei gestiti direttamente dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Peccato però che, mediante l'aggiornamento del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, l'Atto di indirizzo sia stato cancellato dall'ordinamento giuridico italiano; sembrava allora (2006) possibile sostituirlo velocemente con una nuova normativa, indirizzata dall'art. 114 del Codice BCP; ma la Commissione Montella, istituita il 1° dicembre del 2006 allo scopo, non ha potuto concludere i lavori2. Così, mentre le Regioni, nonostante l'art. 117 della Costituzione riformato nel 2001, non hanno finora legiferato sulla valorizzazione, lo Stato, da parte sua, ha cancellato l'Atto di indirizzo e si è poi disinteressato di sostituirlo con norma equivalente, coerente con il Codice BCP. Diviene ora urgente reintrodurre i contenuti dell'Atto di indirizzo nella normativa statale, anche a costo di non perfezionarne subito il necessario aggiornamento: su proposta ministeriale o delle Regioni può sancirlo la Conferenza Unificata Stato - Regioni - Autonomie locali. Ciò è necessario per dare subito un riferimento ai contratti di servizio ovvero ai contratti di sponsorizzazione previsti dal codice rispettivamente all'art. 115 comma 5 e all'art. 120. Il nuovo contesto normativo può nondimeno consentire di associare al meglio i contenuti e soprattutto la sistematica dell'Atto di indirizzo del 2001 ad una più compiuta comprensione degli obiettivi della valorizzazione, soprattutto specificandone lo stretto legame con la qualificazione di quegli aspetti della gestione della quotidianità nei musei, che molto hanno a che fare sia con il gradimento dei visitatori, sia con la conservazione preventiva e programmata del patrimonio culturale, rendendo coerente tutela e valorizzazione (cfr. art. 6 del Codice BCP). Il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza (nato nel 2009) - attraverso un sistema di accordi bilaterali sottoscritti e in itinere con il Ministero, Enti di ricerca (quali ENEA e SiTI) e CONSIP, nonché mediante la promozione di attività interdisciplinari a contenuto sperimentale finalizzate anche alla partecipazione a bandi europei, con il sostegno di Fondazione CARIPLO - vuole promuovere l'applicazione della ricerca scientifica alla qualificazione della gestione quotidiana degli istituti culturali, a partire dai musei e dai complessi monumentali, legando fra loro sinergicamente tre problematiche (fruizione pubblica, conservazione, gestione dell'energia) con quattro linee di attività che vanno tenute strettamente correlate: conservazione programmata, ottimale impiego delle risorse energetiche, gestione delle pulizie, gestione della sicurezza (safety / security). L'obiettivo più concreto è la promozione di un approccio organico a queste attività, mediante la messa a punto di idonei capitolati di facility management integrato, sulla base di un adeguato security assessment, prendendo a caso di studio proprio la Villa Reale di Monza.

1. A. Maresca Compagna, S. C. Di Marco, E. Bucci, "Museo, pubblico, territorio. Verifica degli standard nei musei statali", Roma , Gangemi, 2008.
2. "Standard nazionali di qualità per le professioni nei musei [...] - Atti del Convegno, Padova, 18 febbraio 2008", a cura di I. Colpo, A. Di Mauro, F. Ghedini, Roma, Edizioni Quasar, 2010; AA. VV., "Musei e valorizzazione dei beni culturali. Atti della Commissione per la definzione dei livelli minimi di qualità delle attività di valorizzazione", a cura di M. Montella e P. Dragoni, Bologna, CLUEB, 2010; "Il capitale culturale - Journal of the Department of Cultural Heritage, University of Macerata", vol. 1 - 2010, Macerata, 2011