MARCELLO TAGLIENTE



Marcello Tagliente, nato a Martina Franca (Taranto) il 3-5-1955 è laureato e specializzato in Archeologia Classica. Dal 1980, in qualità di archeologo, è funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In Basilicata ha allestito e diretto il Museo Archeologico Nazionale di Melfi e di Potenza. Ha coordinato numerose campagne di scavo archeologico, sempre in Basilicata. E' stato Soprintendente Reggente per i Beni Archeologici della Basilicata. Ha coordinato con la Presidenza della Giunta Regionale della Basilicata un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale lucano con programmi coordinati di eventi organizzati in ambito nazionale e internazionale Attualmente lavora, come archeologo, a Roma presso la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e si occupa di valorizzazione dei musei statali e di servizi al pubblico.
Ha fatto parte del comitato scientifico e organizzatore di numerose mostre archeologiche tenute in Italia e all'estero, anche in collaborazione con il Ministero per gli Affari Esteri. Si citano le più importanti: "Trésors de l'Italie du Sud. Grécs et indigènes en Basilicate" (Strasburgo –in collaborazione con il Parlamento Europeo e con una sezione presso lo stesso Parlamento-, Saint Romain en Gaule – Lione-, Montreal), "Il sacro e l'acqua. Culti indigeni della Basilicata" (Roma, Sassari), "Il vino di Dioniso. Dei e uomini a banchetto in Basilicata" (Roma, Colonia, New Jork), "Ornamenti e lusso. La donna nella Basilicata antica" (Roma, Torino), "Coralli segreti. Immagini e miti dal mare tra Oriente e Occidente" (Potenza), "Magie d'Ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica" (Potenza, Tunisi, Bucarest, Salonicco).
E' stato titolare di progetti di ricerca presso la Scuola Francese di Roma e presso l'Istituto Archeologico Germanico di Berlino. Ha tenuto numerose conferenze, lezioni e seminari sia in Italia (le più importanti presso le Università di Lecce, Milano, Napoli, Torino e Roma-La Sapienza, presso la Scuola Francese- Accademia di Francia - Roma), sia all'estero (le più importanti presso le Università di Tubingen, Parigi I , Granata, Sofia e importanti istituzioni culturali di Helsinky, Zurigo e Costanza). Ha partecipato, con relazioni, a numerosi convegni scientifici internazionali in Italia, Francia, Spagna, Romania. Ha curato alcuni volumi e prodotto numerose pubblicazioni scientifiche su riviste italiane, francesi, belghe, spagnole e rumene.




Progetti strategici di valorizzazione per il sistema museale statale.



"La cultura è l'insieme dei sogni e delle opere tesi alla piena realizzazione dell'uomo" Denis de Rougemont «E' l'arte a poter strutturare la personalità dei giovani cittadini nel senso dell'apertura dello spirito, del rispetto dell'altro, del desiderio di pace.» Yehudi Menuhin «La cultura non è un lusso ma una necessità.» Gao Xingjian Questi brani fortemente comunicativi costituiscono il filo conduttore e la principale chiave di lettura dell'Agenda europea per la cultura del 2007 trasmessa dalla Commissione europea a tutti gli organi istituzionali della Comunità.
Si tratta di un rapporto di estrema importanza per tutte le nazioni che hanno aderito all'Unione, in quanto declina i principi generali, che dovrebbero costituire i presupposti fondanti delle attività di valorizzazione del patrimonio culturale in Europa.
Nel suo articolato l'Agenda europea per la Cultura del 2007 enuncia alcuni importanti elementi di riflessione, che devono costituire i presupposti fondanti dell'azione degli operatori culturali: "In Europa il settore culturale europeo imprime un impulso molto dinamico all'attività economica e all'occupazione in tutta l'UE (nel 2004 più di 5 milioni di persone, pari al 3,1% del totale degli occupati dell'UE a 25). Le attività culturali possono contribuire a promuovere una società inclusiva, nonché a prevenire e ridurre la povertà e l'esclusione sociale. Gli imprenditori creativi e un'industria culturale vivace costituiscono una straordinaria fonte di innovazione per il futuro."
In Italia, come nelle altre nazioni europee, la valorizzazione del patrimonio culturale può rappresentare uno degli elementi fondanti di uno sviluppo compatibile con le risorse culturali e ambientali del territorio e soprattutto condiviso dalle comunità locali, nel rispetto dei principi della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società; convenzione che l'Italia si appresta a sottoscrivere. La richiesta diffusa di partecipazione delle comunità locali ai processi di valorizzazione (e preliminarmente di tutela) ha determinato significative innovazioni anche nelle strategie del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Prova tangibile è l'istituzione, nel 2009, della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, con il mandato istituzionale di promuovere, attraverso un coordinamento strategico con tutti gli Istituti del Ministero, lo sviluppo della cultura secondo i dettati dell'articolo 6 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che definisce la valorizzazione come "l'esercizio delle funzioni e la disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili". Lo scenario di riferimento, con cui la Direzione Generale si è dovuta confrontare per adempiere al suo mandato istituzionale di valorizzazione del patrimonio culturale statale, contestualmente ad una drammatica riduzione delle risorse disponibili, è stato un trend negativo per quanto riguarda le presenze di visitatori nei "luoghi della cultura" statali in gran parte derivante dalla congiuntura economica in atto, ma anche da una serie di criticità del sistema.
La Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, sulla base di queste criticità, per migliorare la qualità dell'offerta nei luoghi della cultura statali e consolidare il ruolo della cultura quale asset strategico della nazione, ha definito un progetto strategico che si declina attraverso una serie di azioni contestuali a carattere conoscitivo, di comunicazione coordinata (ad impatto immediato) e di sistema (strutturali). In estrema sintesi, i progetti, assolutamente convergenti, che la Direzione Generale ha definito per supportare l'attività delle Direzioni Regionali e le Soprintendenze riguardano il miglioramento della qualità dell'offerta e dei servizi nei luoghi della cultura statali e la promozione, in Italia e all'estero, delle iniziative culturali e i grandi eventi organizzati dal Ministero.
Ad un anno di distanza dall'istituzione della Direzione Generale, un primo bilancio, del tutto provvisorio che non può tener ancora conto delle azioni strutturali di sistema appena attivate, ha come dato incontrovertibile di riferimento la crescita del numero dei visitatori nei "luoghi della cultura" statali (fonti interne Sistan). Rispetto ad un obiettivo, più volte reso pubblico nel corso di conferenze stampa, di un incremento del 3 % nel 2010 rispetto all'anno precedente, i dati ufficiali Sistan, disponibili per il periodo gennaio-novembre indicano un incremento del 15,54% di visitatori e dell'8,46% di incassi: un risultato assolutamente straordinario, reso possibile solo grazie all'azione congiunta di tutte le strutture centrali e periferiche del Ministero.
Al di là dei dati numerici, che, in ogni caso, riferiscono un interesse rinnovato e ampliato per la cultura e richiamando la frase citata in premessa di Denis de Rougemont, se la Direzione Generale riuscirà ad assicurare un contributo efficace per rendere i cittadini italiani ed europei pienamente partecipi del proprio patrimonio culturale, avrà pienamente assolto alla propria missione. "La cultura è l'insieme dei sogni e delle opere tesi alla piena realizzazione dell'uomo".