CRISTINA MOSSETTI



Cristina Mossetti, direttore di Villa della Regina, Soprintenden¬za per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte Laurea in Lettere con indirizzo Storico artistico, e Perfezionamento in Storia dell'Arte, Università degli Studi di Torino, Diploma di archivistica, paleografia e diplomatica, Archivio di Stato di Torino Dottorato di Ricerca in Storia e critica dei Beni Culturali, Università degli Studi di Milano Dal 1980 Storico dell'arte presso la Soprintenden¬za per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte con successive responsabilità di tutela territoriale e d'Ufficio dal 1992 a febbraio 2011: tutela della città di Torino con responsabilità di complessi cantieri di restauro (Castello del Valentino, Palazzo Barolo, Santuario della Consolata, Santi Martiri). dal 1994: direttore di Villa della Regina, in consegna alla Soprintendenza, di cui coordina il progetto di studio, restauro e riapertura al pubblico presentato nel 2010 al Convegno ICOM-CC, Roma Nel 2008-2010 è stata Professore a contratto in Storia e tecnica del restauro, Laurea specialistica in Storia del Patrimonio Architettonico e storico Artistico,Università di Torino, e membro della Commissione Scientifica Residenze Reali del Piemonte Ha pubblicato ricerche sulle committenze e il patrimonio piemontese fra Sei e Settecento e sui restauri, con particolare riferimento agli aspetti metodologici, e promosso con Lucia Caterina, Università l'Orientale di Napoli, il progetto sui Gabinetti "alla China" e il patrimonio settecentesco di arredi orientali e "chinoiserie" in Piemonte (Villa della Regina. Il Riflesso dell'Oriente nel Piemonte del Settecento, Torino 2005).



Identità per residenze e palazzi aperti al pubblico: Torino e Villa della Regina



Critico e delicato è il tema della apertura al pubblico di complessi nati per la magnificenza della corte, per usi cerimoniali e di loisir, aggiornati nel tempo non solo per esigenze di gusto ma anche in vista di trasformazioni per usi istituzionali diversi dalla disponibilità aulica, collezionistica, museale o governativa, e che, consolidandosi, ne hanno significativamente aggiornato l'identità.
La riflessione è stata sollecitata a Torino dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici del Piemonte a partire dal dibattito promosso nel 1993 da Sandra Pinto sui Musei d'Arte a Torino e dall'approfondimento sulle "Identità smarrite" di molte residenze della corte da parte di Michela di Macco che sottolineava la importanza di allargare la ricerca storico artistica alle vicende delle variazioni d'uso per fondare un progetto di restauro anche delle funzioni.
Il lungo riscatto di Villa della Regina, complesso demaniale costituito dalla Villa con giardini all'italiana e teatro d'acque e parti agricole, si colloca pertanto all'interno della attività di conoscenza, tutela e fruizione che ha caratterizzato la attività della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, cui è stata consegnata nel 1994 in uno stato di degrado prossimo al collasso.
Una impostazione che ha guidato contestualmente, e d'intesa con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Torino, Asti, Cuneo, Biella, Vercelli, la attività istituzionale di indirizzo e tutela di alcune residenze e palazzi torinesi, nella consapevolezza della stretta interdipendenza ed interferenza fra progetto di restauro come intervento di conservazione dell'edificio, e del suo contesto, e progetto d'uso pubblico. Per mantenere e comunicare quella specificità sollecitata dal convengo genovese del 1997 "Abitare la Storia. Le dimore storiche/museo. Restauro, sicurezza didattica comunicazione", palazzi e residenze sono stati considerati come musei agli effetti dell'accesso del pubblico (quindi con tutte le prescrizioni di legge in ordine alla sicurezza, vigilanza, impiantistica) ma gli interventi sono stati supportati, indirizzati e calibrati dalla individuazione della identità storica, spesso frammentaria, giunta fino a noi, nella peculiare declinazione restituita dalla ricerca ed approfondita dal cantiere e da comunicare a studiosi e visitatori.